Mini-guida del cicloviaggio: la scelta della bicicletta

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Un cicloviaggio può diventare indimenticabile per vari motivi, uno di questi può essere l’inadeguatezza della bicicletta.

Per evitare che ciò accada e concentrarsi sul paesaggio piuttosto che sui dolori alla schiena, è indispensabile prendere qualche piccolo accorgimento. L’acquisto della “giusta” bicicletta da viaggio può risultare molto oneroso, quindi non bisogna essere frettolosi. Molto spesso tale acquisto è influenzato dall’osservazione dell’esperienza dei cicloturisti più famosi, ma attenzione, molti dei cicloturisti che postano sui blog esaltando questa o quell’altra bicicletta sono sponsorizzati dai relativi marchi, quindi non danno sempre un giudizio imparziale.

Le bici non sono tutte uguali e anche la stessa bicicletta, se utilizzata da due persone in due modi diversi può restituire diverse prestazioni.

Quali sono i fattori caratteristici della bicicletta da viaggio? Di seguito quelli più importanti:

  1. il telaio e il manubrio
  2. la sella
  3. le gomme
  4. i portapacchi
  5. la trasmissione
  6. il sistema frenante
  7. il prezzo

Affronteremo ciascuno dei sei argomenti cercando di realizzare una mini-guida destinata a chi desideri gettare uno sguardo sul mondo del cicloturismo.

1. Il telaio e il manubrio

Per quanto riguarda il telaio, l’interrogativo a cui rispondere è la scelta del materiale e la geometria più adatta al tipo di viaggio che si intende effettuare.

Per quanto riguarda la scelta del materiale:

Il carbonio può essere una soluzione valida per la forcella ma è assolutamente sconsigliato per un telaio di una bici da viaggio. Questo tipo di bici è infatti destinata a ricevere molti colpi laterali (durante il trasporto in bus o in treno) e un telaio al carbonio può riportare danni irreversibili e rotture a causa di tale tipo di impatto.

L’alluminio è un metallo leggero, resistente alla maggior parte degli urti laterali o da corpi contundenti. Tuttavia la sua capacità di assorbimento delle vibrazioni è veramente scarsa, quindi il comfort durante la guida non è eccezionale, soprattutto per le tappe più lunghe. Inoltre, a causa dei cicli di torsione tende ad invecchiare, infragilirsi ed infine rompersi.

L’acciaio, soprattutto nella lega acciaio al nichel-cromo-molibdeno, è secondo noi il metallo più consigliato per il cicloturismo: è resistente, robusto, eterno (non invecchia) e soprattutto, in caso di rottura può essere saldato, anche nei posti più remoti.

Il titanio, per le sue caratteristiche di elasticità, leggerezza e robustezza, potrebbe essere la soluzione migliore. Tuttavia è un metallo costoso e raro, quindi rimane una soluzione non particolarmente diffusa.

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Adventure bike Specialized Awole Elite

Nella scelta della geometria si può optare fra diversi tipi di bicicletta, tuttavia la scelta più adatta per il cicloturismo rimane quella tipica delle adventure bike con manubrio drop bar che consente una guida rilassata, prestazioni mordenti anche nelle discese e nelle strade bianche e, da non sottovalutare, la possibilità di cambiare posizione delle braccia per evitare fastidiose tensioni muscolari. Una raccomandazione che riteniamo valida (per esperienza personale)  è quella di effettuare una visita biomeccanica con analisi della postura in sella almeno una volta l’anno o dopo avere cambiato scarpette, sella o addirittura la bici.

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Esempio di geometria adventure bike (Salsa Fargo)

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Mtb bi-ammortizzata

In alcuni casi è possibile utilizzare una mountain bike con degli accessori da viaggio. Il comfort non è del tutto assicurato e si rischiano dolori e contratture nel caso di lunghe percorrenze. Tuttavia, per gli itinerari più brevi, soprattutto su strade molto accidentate, può essere la migliore soluzione.

La scelta del materiale del telaio, in questo caso è quasi obbligata sull’alluminio vista la ormai scarsa commercializzazione di mountain bike in acciaio e le osservazioni sul carbonio che abbiamo riportato precedentemente.

La scelta del telaio è dunque un’operazione complessa che richiede tempo e soprattutto conoscenza delle caratteristiche peculiari di ciascuna soluzione tecnica. Dopo avere effettuato l’acquisto e prima di cominciare un lungo viaggio, consigliamo di aumentare gradualmente la permanenza in sella per valutare con attenzione il comfort della soluzione acquistata.

2. La sella

La scelta della sella è legata quasi esclusivamente a preferenze soggettive. Il consiglio che tuttavia ci sentiamo di dare è di provare molti modelli di selle differenti prima di effettuare la scelta definitiva tenendo sempre conto che durante la visita biomeccanica, che abbiamo già consigliato, viene indicata la misura minima e massima della sella. Un elemento fondamentale, soprattutto per gli uomini, è l’uso di una sella con accorgimenti anti-prostatite. Una sella sprovvista di tali accorgimenti può essere causa di dolori o patologie. Argomento correlato alla scelta della sella può essere quello dei pantaloncini imbottiti che affronteremo in un altro articolo.

In generale, sulle selle comfort è sconsigliato l’uso del pantaloncino imbottito che invece è caldamente consigliato sulle selle anti-prostatite. La soluzione che noi riteniamo più compatibile con il cicloturismo di lunga distanza è l’utilizzo di una buona sella anti-prostatite con un buon pantaloncino imbottito. In questo caso vale la regola che più vicino è l’accessorio al fondoschiena, meno consigliabile è il risparmio sull’acquisto.

3. Le gomme

La scelta delle gomme è fondamentale. Esistono centinaia di modelli diversi per ogni singolo marchio. Impossibile essere sicuri, se non dopo diversi tentativi o grazie a qualche dritta. Si può scegliere il profilo che si desidera, a seconda del tipo di manto stradale e delle condizioni meteo. Tuttavia una gomma più “versatile” è una garanzia contro gli imprevisti che nessun cicloturista vuole incontrare sulla sua strada. La nostra selezione lunga un decennio ha fatto emergere la Schwalbe come marchio particolarmente attento alle esigenze dei cicloturisti in particolare con i modelli Marathon Mondial e le Marathon Plus Tour.

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Schwalbe Marathon Mondial

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Schwalbe Marathon Plus Tour

Entrambi gli pneumatici sono doatati di una fettuccia interna di kevlar in grado di proteggere la camera d’aria dalla maggior parte degli oggetti perforanti che si trovano normalmente sul manto stradale. Abbiamo percorso più di quindicimila chilometri con la stessa coppia di gomme senza neanche una foratura. Che scegliate o no una gomma anti-foratura, l’importante è che impariate a riparare la gomma nel caso in cui ciò accada. Sconsigliamo la latticizzazione, anche parziale, della gomma o della camera d’aria perchè poco pratica nel caso di cicloviaggio. L’uso di bombolette “gonfia e ripara” è consigliato solo in casi di emergenza, poiché determina l’impossibilità di riparare la camera d’aria nel caso di guasti alla valvola di chiusura e rende molto complessa l’operazione di gonfiaggio a causa della fuoriuscita del lattice.

3. Il portapacchi

Anche nella scelta dei portapacchi si può essere confusi e disorientati nella giungla dei modelli esistenti. Esistono, infatti, portapacchi adatti a qualsiasi tipo di bici. Eviteremo di analizzare quelli integrati nel telaio perchè non possono essere sostituiti. Inoltre, utilizzando il termine portapacchi ci riferiamo sia a quello anteriore che a quello posteriore.

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Portapacchi fisso posteriore

Gli elementi discriminanti nella scelta del portapacchi sono: robustezza, amovibilità, praticità d’uso e prezzo. Bisogna fare molta attenzione al materiale con cui è realizzato il portapacchi perchè spesso il design può rimanere invariato al variare del materiale, con prestazioni estremamente eterogenee. Il portapacchi in acciaio è molto resistente, non risente degli urti laterali ed è più facile saldarlo in caso di rottura; il portapacchi in alluminio è più leggero di quello in acciaio ma è più fragile e non può essere saldato con la stessa facilità.

Portapacchi fisso anteriore

Portapacchi fisso anteriore

Fissato questo principio, altro elemento fondamentale è l’amovibilità del portapacchi, esso può infatti essere fisso o mobile. Il portapacchi fisso può essere installato solo in presenza di appositi occhielli sul telaio, quello amovibile può essere montato su tutti gli altri telai, comprese le biciclette con ammortizzatore posteriore.

Portapacchi a morsa

Portapacchi a morsa

Il portapacchi amovibile può essere fissato con una morsa a perno (fissaggio al tubo reggisella), particolarmente addatto alle bici da corsa o gravel; oppure con le fasce sintetiche pretensionate per il fissaggio nel carro posteriore delle bicilette bi-ammortizzate o forcella ammortizzata posteriore.

La seconda soluzione è meno robusta e più costosa ma consente di essere fissato su qualsiasi telaio sia anteriormente che posteriormente.

L’ultimo tipo di portapacchi che analizziamo è il cosiddetto “pizza rack“. Pesante e poco pratico, poiché causa una fastidiosa e dannosa inclinazione delle borse laterali, è un portapacchi inadatto all’uso cicloturistico.

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Portapacchi “pizza rack”

Portapacchi amovibile fissaggio posteriore

Portapacchi amovibile fissaggio posteriore

Esiste infine la possibilità di non utilizzare affatto un portapacchi, ma fissare direttamente al telaio le borse con un setup da “bikepacking“. Tale tecnica è molto utilizzata nelle gare endurance o nei randonné.

Bicicletta in assetto da bike-packing

Bicicletta in assetto da bikepacking

4. La trasmissione

Fare un elenco delle trasmissioni disponibili sarebbe impossibile e sarà rimandato ad un articolo ad hoc. Per il momento ci limitiamo a distinguere fra trasmissioni da MTB più robuste e pesanti, caratterizzate da rapporti “corti”; e trasmissioni da “strada” più leggere e performanti, con rapporti più “lunghi”.

Le prime sono inadatte al cicloturismo da strada ma sono apprezzabili sui percorsi con pendenze maggiori (crosscountry). Le seconde, a causa della lunghezza dei rapporti, sono eccessive per il cicloturismo da strada perchè richiedono uno sforzo maggiore, soprattutto nelle ripartenze e con bagagli pesanti. Qual’è dunque la migliore trasmissione?

Probabilmentele le trasmissioni da strada con un approccio un po’ più “soft” cioè con rapporti intermedi, non troppo lunghi. Un esempio potrebbe essere una trasmissione come la Shimano Tiagra 2×10 con corone 46/34 e pacco pignoi da 11/36. Una soluzione di questo tipo assicura allunghi sulle discese e discreta versatilità sulle salite senza sacrificare la scorrevolezza sul piano.

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Comandi tipo STI

I comandi da strada di tipo STI sono particolarmente comodi per l’uso sulle lunghe distanze e consentono di impugnare il manubrio in diversi modi. Tuttavia, sono  maggiormente esposti ad usura rispetto agli altri tipi (comandi Trigger) e richiedono una manutenzione frequente, impossibile durante un cicloviaggio.

Comandi tipo Trigger

Comandi tipo Trigger

I comandi “barend” integrati nel manubrio dropbar risolvono in parte questi problemi. I comandi tipo Trigger sono comunque poco pratici perché richiedono l’uso del manubrio “dritto” o “raiser” da MTB che sconsiglimo per il tipo di postura non adatta alle lunghe distanze. La scelta è dunque, in parte, vincolata dal tipo di manubrio prescelto e dal tipo di cicloturismo che si preferisce praticare.

Manubrio dropbar con comandi barend

Manubrio dropbar con comandi barend

5. Il sistema frenante

La sicurezza è una delle maggiori preoccupazioni del cicloturista, dunque è necessario scegliere il migliore sistema frenante disponibile. I freni a disco idraulici garantiscono la migliore frenata possibile ma sono totalmente inadatti all’uso cicloturistico perché richiedono una manutenzione continua ed in caso di guasto non possono essere riparati con facilità. Una soluzione può essere l’uso di freni a disco meccanici (i più diffusi nelle gravel e nelle biciclette da viaggio) ma l’acquisto deve essere orientato verso un modello di buona qualità.

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Telaio Surly Ogre

In questo caso, un elemento fondamentale è il sistema di compressione delle pastiglie che deve essere a doppio pistone come nel caso dell’Avid BB7 o del TRP Spyre. Assolutamente sconsigliati i freni a disco meccanici con un solo pistoncino di compressione, perché, oltre a non garantire una frenata costante, tende a “sbilanciare” il braccetto di compressione con la conseguenza di rotture frequenti.

Il sistema frenante più semplice da manutenere e sostituire è pur sempre il sistema V-Brakes. Piuttosto obsoleto, conserva ancora delle caratteristiche di assoluto interesse per il cicloturista come l’economicità e la reperibilità dei pezzi di ricambio.  Molto interessante è la soluzione trovata da Surly con il telaio Ogre che consente di installare contemporaneamente freni a disco e V-Brakes.

6. Il prezzo della bicicletta

Nell’acquisto della bicicletta da viaggio il budget iniziale è sicuramente uno dei maggiori elementi discriminanti. Tuttavia, la qualità del mezzo conta, anche perché un acquisto errato in partenza, può pregiudicare l’esito della o delle vacanze programmate. Il consiglio che diamo è di considerare il fatto che il detto “meno si spende meno si mangia” è probabilmente vero. Quindi non fidatevi solo dei consigli dei cicloturisti più famosi o degli amici, non lasciatevi ingannare dall’aspetto di una bicicletta ed analizzatene le caratteristiche tecniche: una bicicletta “bella” non è necessariamente una buona bici. Se non siete sicuri sul modello da acquistare, rivolgetevi ad un rivenditore specializzato il quale potrà guidarvi nella scelta.

Buon Viaggio!

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