Periplo della Sicilia in 4 giorni: la sfida dell’ultracicloturista siciliano Daniele Tusa

Daniele Tusa e la sua Basso
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Quando arriviamo al bar dove abbiamo fissato l’appuntamento per conoscere il progetto del Periplo della Sicilia 2017, siamo pronti, un po’ mestamente, a sentire parlare di watt, tempi, medie, ascese totali e carboidrati. Quando vediamo arrivare Daniele a bordo di una bici vintage un po’ scorticata e molto vissuta, ci sentiamo però subito rassicurati.

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Daniele a bordo della sua Specialized Awol da viaggio

Daniele Tusa, ciclista tesserato con la ASD Madone, è un ragazzone di 33 anni dal sorriso furbo e gli occhi limpidi di chi ama la vita. Ci stringe la mano con vigore e subito ci sentiamo amici. Incomincia a parlarci della sua passione per il ciclismo, tormentando la bottiglietta di chinotto che sta consumando e aggiustandosi spesso la visiera del cappellino da ciclista che indossa. Capiamo che ha tanta voglia di parlare e raccontare.

La prima domanda è quella di rito sulle tappe ed i chilometraggi: quali sono le tappe?

“La competizione di riferimento è l’Ultracycling “Sicilianostop” che si svolge ogni due anni e prevede il periplo di circa 1000 km dell’Isola, con Palermo come città di partenza ed arrivo. La prossima edizione sarà nel 2018. Si parte Giovedì 6 Aprile per la prima tappa Palermo Sciacca di circa 250 km, e poi subito con la seconda tappa Sciacca Siracusa di 320 km,  la terza Siracusa Milazzo, compresa la scalata dell’Etna, di 290 km, domenica 9 aprile il quarto giorno con la tappa finale Milazzo Palermo.”

Cattura

Sito info sul Periplo 2017

Spariamo la seconda domanda senza filtri, così come ci viene: perchè lo fai?

Lui ha subito un guizzo negli occhi, fa un sorriso a mezza bocca e incomincia il viaggio.

Dall’Etna ad Erice, dalle Madonie alla Valle del Belice, ho percorso in lungo ed in largo le malconce e trafficate strade siciliane ma il fascino che questa Isola dalle mille facce riesce a sprigionare, mi strega e mi rapisce facendomi dimenticare fatica e dolori. Tra le tante citazioni sulla bicicletta, mi piace ricordarne una che però non viene da un ciclista bensì da un grande dell’atletica leggera.

Pietro Mennea diceva: “la fatica non è mai sprecata, soffri ma sogni”.

Quale miglior posto per sognare? Già, perché la nostra isola non è perfetta, anzi su certe cose è proprio un disastro, e allora mi piace pensare, anzi sognare, che si possa cambiare anche attraverso una bicicletta, una bicicletta che porta a spasso un ciclista spensierato e scanzonato tanto per citare Didier Tronchet. Dopo l’avventura di Santiago Dreaming,  ecco quindi questa nuova idea! Un omaggio doveroso alla nostra isola. Percorrere il periplo della Sicilia con una bici da corsa in 4 tappe, in autosufficienza e senza alcun mezzo al seguito. Obiettivo del giro quindi percorrere metro per metro, come a tracciarne i contorni, tra terra e mare, questa meravigliosa Isola. Faticando ma sognando”.

Daniele a Finisterre

Daniele a Finisterre

Ci ha già rapiti e ci conduce dove vuole sulle sue ruote, fra la nebbia dell’Etna, le immense distese di erba verde del siracusano, sulle brulle pianure del trapanese, fra i monti del palermitano. Lui è il capitano e noi la ciurma. Lo interrompiamo un attimo e gli facciamo la terza domanda: come farai a sopportare la fatica ed il dolore?

Quando la fatica affonda prepotente i suoi artigli, quando sono in preda ad una crisi di fame, quando ho freddo e tremo come una foglia, per superare questa condizione di sottomissione, mi piace pensare che non sono più io a muovere la bici imprimendo forza sui pedali e non sono più io a tirare la catena. Come d’incanto l’inerzia della ruota sull’asfalto si inverte, improvvisamente è la bici che mi spinge avanti, sono i pedali che trasmettono potenza ai miei polpacci, è la strada che mi guida, che mi sceglie.

Questa sensazione, che km dopo km diventa un vero e proprio stato mentale e fisico, mi aiuta a superare la salita ripida, mi permette di mantenere velocità in pianura quando il vento è contrario, e mi ritrovo a casa dopo centinaia e centinaia di chilometri, che non so neanche come ci sono arrivato”.

L’aria del bar adesso è frizzante e la sagoma di Daniele è scintillante, come quella di una cometa, la sua energia vitale è al massimo: non è più seduto sulla sedia di un bar, è in sella alla sua amata Basso, “la spaccaschiena” come la definisce, e pedala, pedala, pedala. Ci rendiamo conto che non è solo uno sportivo, lui è un ciclista vero, come Bartali, come Coppi, uno di quelli che pedala per amore. Amore per la strada, per i moscerini, per il vento, per la pioggia e per lo scricchiolio della ghiaia sotto le ruote.

La splendida Basso di Daniele

La splendida Basso di Daniele

Con un nodo alla gola, commossi e rapiti, entusiasti e curiosi, formuliamo l’ultima domanda: ci hai parlato di ultracicloturismo, cos’è?

La mia passione per “l’ultracicloturismo”, così mi piace chiamarlo, nasce dal desiderio di provare emozioni e sensazioni legate sia all’ultracycling che alla voglia di visitare posti nuovi attraverso la filosofia del cicloturismo, non necessariamente per me ma sicuramente per la mia bici. Da qui l’ultracicloturismo“.

Capiamo subito che Daniele non è solo una risorsa per i ciclisti e per il ciclismo. Daniele e la sua passione infinita sono una risorsa fondamentale per la promozione del cicloturismo in Sicilia quindi decidiamo di seguirlo nella sua impresa presente ed in tutte quelle future.

Pedala Daniele! Pedala per la Sicilia, per i Siciliani e per le Siciliane! Non arrenderti,  siamo tutti con te.

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