Madonie 2017! L’avventura di quattro amici in MTB

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Premesse:

Per altitudini e fondo stradale questo itinerario è consigliabile dalla primavera alle prime settimane d’autunno. In piena estate la seconda tappa è molto impegnativa dal punto di vista idrico.

passaporto del cicloturista di ciclabili siciliane

Consigliato a ciclisti ben allenati.

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Il nostro viaggio parte dalla stazione di Palermo centrale dove abbiamo preso il regionale per Messina che ci ha portato fino a Termini Imerese, le quattro bici hanno trovato comodamente posto nel primo vagone del treno predisposto con diverse rastrelliere.

 

 

Giorno 1

Difficoltà Atletica: Media

Difficoltà Tecnica: Bassa

45% Sterrato

55% Asfalto

Distanza totale: 51.25 km
Altitudine massima: 927 m
Altitudine minima: 5 m
Totale salita: 1739 m
Totale discesa: -827 m
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Dalla stazione di Termini abbiamo cominciato il percorso lungo la zona industriale fino a raggiungere la zona dello svincolo di Buonfornello abbandonando l’asfalto per la strada di servizio che corre sotto la A19 e costeggia il fiume Imera.

mountain bike specialized piena di fango

Attenzione al meteo, in caso di forti piogge anche nei giorni precedenti, la strada pur rimanendo praticabile, metterà a dura prova biciclette e abbigliamento.

Siamo arrivati per l’ora di pranzo a Scillato dove in piazza abbiamo trovato una fontana e simpatica accoglienza presso il Panificio Alimentari Lisuzzo, subito dopo abbiamo cominciato ad accumulare dislivello prendendo la statale SS643 direzione Polizzi Generosa che abbiamo raggiunto dopo una deviazione su una strada comunale che ci ha portato verso Piano Noce.

Imera settentrionale in mountain bike

Al nostro arrivo ci siamo sistemati al B&B ai Templari dove il gestore (Domenico) ci ha accolto con grande simpatia e si è messo totalmente a disposizione dandoci uno spazio dove pulire le nostre infangatissime MTB ed un altro per il riparo notturno.

Ai Templari è possibile anche cenare.

 

Giorno 2

Difficoltà Atletica: Alta

Difficoltà Tecnica: Alta

35% Sterrato

65% Asfalto

 

Distanza totale: 63.43 km
Altitudine massima: 1807 m
Altitudine minima: 803 m
Totale salita: 2744 m
Totale discesa: -2709 m
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Questa tappa ci ha messo a dura prova, lo sterrato comincia quasi subito e abbiamo impiegato tantissimo tempo per risalire fino al santuario Madonna dell’Alto (1813 slm e unico punto acqua prima di Piano Battaglia), pendenze elevate e pietraie smosse ci hanno rallentato così tanto da farci arrivare a Piano Battaglia alle 16 anziché alle 13 come preventivato, fortunatamente il proprietario del Ristoro dello Scoiattolo ci ha salvati da morte certa con un piatto di pasta immenso.

itinerario in mountain bike impegnativo

Difficoltà tecnica medio-alta anche in discesa nel singletrack del magnifico sentiero popolato dai rari Abies Nedrodensis.

abies nebrodensis abete dei nebrodi

 

Da Piano Battaglia abbiamo percorso la SP54 tutta su asfalto fino a Petralia Soprana e da li subito la SS120 dell’Etna e delle Madonie verso Gangi dove abbiamo trovato alloggio presso il B&B Casa e Putia e ristoro presso la trattoria Sant’Anna che consigliamo se volete mangiare molto bene ma non se volete risparmiare (non è caro ma si paga la qualità).

 

 

Giorno 3

Difficoltà Atletica: Alta

Difficoltà Tecnica: Media

35% Sterrato

65% Asfalto

 

Distanza totale: 62.41 km
Altitudine massima: 1477 m
Altitudine minima: 15 m
Totale salita: 1796 m
Totale discesa: -2744 m
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La terza ed ultima tappa parte con una veloce discesa da Gangi verso la strada di servizio che collega il parco eolico sito nel territorio di Nicosia (Enna) e che ci ha visto affrontare una lunghissima (ma non particolarmente pendente) strada sterrata fino all’ingresso della riserva naturale di Sambughetti, il versante sud-ovest dal quale siamo saliti sembra piuttosto abbandonato dalla forestale e presenta diversi strappi in salita abbastanza impegnativi per via delle pendenze, il fondo invece non risulta quasi mai particolarmente impegnativo, quasi in cima si trova una fontana d’acqua potabile.

parco eolico in mountain bike

Molto più bello il versante d’uscita a nord-est dove abbiamo incontrato due cinghiali (che sono ovviamente fuggiti), le grotte Nevarole (bellissime e incredibili), Castagni che ci hanno offerto i loro frutti ed un laghetto.

immagine veloce in mountain bike

All’uscita dalla riserva abbiamo imboccato la SS117 che offre un meraviglioso panorama sui Nebrodi e dopo qualche km di sali e scendi non impegnativi si fionda inesorabile per circa 20km fino a Santo Stefano di Camastra dove ci siamo rifocillati con gusto alla trattoria Da Giannino vicinissima alla stazione dove abbiamo poi aspettato il nostro treno per Palermo.

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