L’uomo che salvò il mondo (in cui pedaliamo)

Stanislav Petrov
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Forse non lo sapete ma se oggi possiamo ancora pedalare in modo spensierato nei viali alberati di Palermo o Catania, oppure fare cicloturismo lungo le spiagge Siciliane è grazie ad un uomo nato, vissuto e morto in Unione Sovietica. Quest’uomo ha evitato un inutile olocausto nucleare e presumibilmente la terza guerra mondiale semplicemente ragionando e non premendo il bottone rosso.

La notizia della sua morte è passata quasi inosservata in Italia perchè qui si parlava di altro ma siamo sicuri che un minuto di silenzio non ci avrebbe fatto male.

Stanislav Petrov

L’uomo si chiamava Stanislav Petrov, un analista militare in forze al bunker “Serpuchov 15” vicino la città di Mosca. Il suo compito? Controllare che non venissero lanciati missili nucleari intercontinentali dagli Stati Uniti e reagire immediatamente qualora questo avvenisse. L’evento che lo ha fatto passare alla storia come “l’uomo che salvò il mondo” risale al 26 settembre del 1983 quando grazie alla sua intelligenza e sangue freddo evitò al mondo intero l’olocausto nucleare.

Alle 00:14 il sistema satellitare di difesa russo diede l’allarme segnalando un missile lanciato dalla base di Malmstrom, in Montana, in viaggio verso il territorio sovietico. Petrov, ritenne fin da subito inverosimile un attacco da parte degli USA con un unico missile, pensò a un errore del sistema e non segnalò ai suoi superiori l’accaduto. A distanza di pochi Minuti il satellite segnalò altri quattro lanci di missili nucleari potenzialmente in viaggio verso l’URSS.

Petrov, avrebbe potuto assecondare il sistema di difesa e obbedire agli ordini come da manuale, bastava dunque premere il “bottone rosso“. Tuttavia conosceva bene le peculiarità del sistema satellitare sovietico OKO e considerando troppo esiguo l’attacco missilistico in corso rispetto alla dotazione statunitense ritenne che si Trattasse di un errore del sistema.

Con i presunti missili lanciati ancora in volo verso il suolo sovietico, decise di segnalare il tutto ai superiori come un malfunzionamento del sistema, anziché come un attacco nucleare dagli Stati Uniti all’Unione Sovietica.

La decisione si rivelò giusta e impedì lo scoppio della terza guerra mondiale.

Non sappiamo se fosse un ciclista, di sicuro se oggi continuiamo a pedalare è anche grazie a lui. Ogni tanto, mentre pedalate, fermatevi un attimo, fate un sospito e dedicatelo ad un uomo piccolo piccolo ma con tanto buonsenso che vi ha salvato la vita.

 

 

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