325 milioni di euro in 7 anni! La Francia lancia la sfida sulla mobilità ciclistica.

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La francia lancia la sfida sulla mobilità ciclistica

Macron punta in alto e investe 325 milioni di euro in 7 anni per incentivare l'uso della bici

La Francia è attualmente al 25° posto nella classifica europea dell’uso della bicicletta ma intende recuperare il tempo perso e investire in incentivi e strategie che possano portare sempre più persone a scegliere la bicicletta come mezzo di trasporto principale.

Per recuperare il divario con gli altri paesi europei la Francia ha deciso di elaborare un piano nazionale per la promozione dell’uso della bicicletta così da passare dall’attuale 3% ad un ambizioso 9% di spostamenti quotidiani effettuati in bicicletta.

Purtroppo la Francia esce dal fallimento dei due precedenti piani, quello del 2012 e quello del 2014, ma stavolta il vento che soffia a poppa della mobilità ciclistica sembrerebbe essere più impetuoso.

L’annuncio del nuovo piano strategico per la mobilità ciclistica (325 milioni in 7 anni e la realizzazione di 25 fasi) avviene ad Angers alla presenza del Sindaco , del Ministro dell’Ecologia, il Ministro dei Trasporti e ovviamente del Primo Ministro Macron.

una strategia vincente in 25 misure

L’imponente dotazione finanziaria potrebbe non essere sufficiente quindi è necessario procedere con una strategia precisa in 25 misure che prevedal’inentivazione dell’uso della bicicletta anche attraverso il controllo dei fenomeni, come il furto e la scarsa sicurezza dei ciclisti, che scoraggiano i francesi.

Alcune misure sono di tipo infrastrutturale e per il contrasto al furto delle bici:

  • contromano consentito ai ciclisti (nelle strade a senso unico);
  • casa avanzata in tutti gli incroci (obbligatoria negli incroci di nuova realizzazione);
  • parcheggi sicuri per biciclette nelle stazioni ferroviarie;
  • sistemi pubblici per la marchiatura dei telai delle biciclette (contro la vendita di bici rubate).

Altre misure sono, invece di carattere finanziario:

  • incentivo di 400 euro per chi va al lavoro in bici (aziende private);
  • incentivo di 200 euro per chi va al lavoro in bici (dipendenti pubblici);
  • contributi alle aziende che decidano di acquistare biciclette da mettere a disposizione dei dipendenti;
  • contributo a chi acquista una e-bike.
Infine, le misure di carattere didattico-educativo:
 
  • corsi sull’educazione ciclistica per gli studenti delle scuole medie;

i tempi di implementazione potrebbero essere lunghi

un investimento sulla mobilità ciclistica così imponente ed un numero così elevato di misure da realizzare potrebbe allungare un pò i tempi di realizzazione del piano strategico nazionale. Inoltre alcune delle misure richiedono procedure e votazioni specifiche e disomogenee che ne impediscono l’inserimento in un unico “pacchetto”, tanto che alcune misure saranno realizzate nel 2019 altre nel 2020.

La Francia è un paese affascinante che ha già un importante sistema di ciclovie turistiche di rango nazionale ed è visitato ogni anno da tantissimi cicloturisti. Forse è arrivato il momento che anche nel commuting e nel bike-to-work o bike-to-school i francesi facciano dei passi da gigante.

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